Piazza Barberini PDF Stampa

 R. II Trevi - III Colonna
(Via Sistina, Via della Purificazione, ia Veneto, Via di S.Basilio, Via S.Nicola da Tolentino, Via Barberini, Vicolo Barberini, Via delle Quattro Fontane, Via del Tritone)

Dal palazzo della famiglia omonima, originaria del Castello di Barberino in Val d’Elsa, salita al massimo della potenza con Urbano VIII (1623-1644). E’ noto il detto Quod non fecerunt barbari, fecerunt Barberini, con riferimento ai danni causati ad alcuni grandi monumenti romani per ricavare materiale per la costruzione del loro Palazzo.

La Piazza occupa l’area dell’antico Circo di Flora, sorto verso il 510 di Roma, per celebrare in maggio il rifiorire della primavera. Baracconi: “Qui le danzatrici nell’onda opaca dei loro veli, facevano una danza lascivamente simbolica. Certi spettacoli che lasciano indifferenti i popoli decrepiti, sono invece una sfida pericolosa per quelli vigorosi ed inesperti, ed infatti quello di Roma aggirato in una specie di vertigine, alla fine dello spettacolo a gran voce reclamava che si gettassero via i veli e le danzatrici non si facevano molto pregare per contentarlo! Si racconta che una volta, durante lo spettacolo, si presentò all’improvviso l’austero censore Catone. Appena lo videro, lo spettacolo si arrestò e tutti guardavano meravigliati il censore che, accortosi dell’effetto pel rispetto dovuto a lui, capì la manifestazione e stimò senz’altro di andarsene. Scoppiarono gli applausi e l’indecente spettacolo ricominciò indisturbato”.

Questi giochi, caduti in disuso sulla fine del paganesimo, risorsero nel periodo del rinascimento e di trasformazione in trasformazione debbono essere arrivati fino al principio dell’Ottocento sotto forma di trionfo della primavera e, particolarmente, delle fragole. Infatti i venditori e le venditrici, coronati di fiori e cantando e suonando, il 13 giugno partivano dalla piazza recando in trionfo grandi panieri ricolmi di frutti maturi per portarli fino al mercato giornaliero situato nei pressi della Rotonda.

La Piazza ebbe anche il nome di Sforza dal palazzo in cui abitò la famiglia, palazzo nel cui giardino nell’aprile 1581 trovò la morte Francesco Peretti, nipote del Card. Montalto e marito della bellissima Vittoria Accoramboni, per mano di due sicari assoldati da Giordano Orsini che nel 1584 sposò la vedova. Più tardi il luogo si chiamò Piazza Grimani dal card. Grimani che vi abitò.

Celeberrima l’opera del Bernini, la fontana del Tritone, al centro della piazza, come celeberrima quella delle Api (del 1643, recante lo stemma dei Barberini), situata all’angolo di Via Sistina fino al 1870, ripristinata poi all’angolo di Via Veneto. In occasione della sua inaugurazione Pasquino così parlò: "Urbanos Pastor, post mille gravimina vini Romulides pura nunc ricreavit aqua” (Papa Urbano che ha tassato fortemente il vino, regala ai Romani l’acqua).

 

 

 

Stradario Romano – B.Blasi, Edizioni del Pasquino, Roma, 1933

 

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