Vico Jugario PDF Stampa

da via L.Petroselli a Piazza della Consolazione – R. X, Campitelli

 

Corrisponde, insieme alla via della Consolazione, all'antico "vicus Jugarius", dove abitò anche Ovidio, che congiungeva il Foro Romano a quello Olitorio, subito fuori la porta Carmentale del primitivo recinto di Roma.

Dubbia l'origine del nome: potrebbe derivare dalla presenza di un altare di Iuno Iuga, Giunone, che presiedeva ai matrimoni (iungere), oppure dalle botteghe di costruttori di gioghi (iuga) per i buoi in relazione al vicino Foro Boario. La via, correndo sotto le estreme pendici del Campidoglio, era la continuazione dell'antichissima via Salaria che congiungeva la Sabina alla valle del Tevere

In origine parte del Vico prendeva il nome di Via della Bufala, demolita poi insieme a Piazza Montanara, per l'apertura della via del Mare.

Secondo il Cancellieri il nome di Via della Bufala era stato prendeva origine dalla caccia a quell’animale che un tempo vi si svolgeva in onore di S. Bartolomeo; una seconda versione vuole, invece, che derivi dall’insegna di un albergo rimasto sul luogo fino ai primi del Novecento.

È interessante notare come nella Roma antica le insegne degli alberghi erano accompagnate da caratteristiche frasi beneauguranti che per lo più si allacciavano alla familiare consuetudine dell’ospitalità sacra agli dei, come ad esempio: Mercurio ti promette buoni affari; Apollo la salute; chi verrà qui sarà trattato come il miele; ospite ovunque tu vada sta sano …

Altrettanto interessante come, in una società quasi totalmente analfabeta, gli alberghi prendessero il nome da un animale, un fiore, un albero, un frutto, a volte con l’aggiunta d’oro, che veniva dipinta sulla porta dell’albergo stesso e che poi, essendo questi costruiti in genere in luoghi fuori mano e senza denominazione, finiva con il dare il nome alla strada stessa.

Al riguardo si osserva che la diffusa usanza del popolo romano di chiamare da scortico quegli alberghi piuttosto compiacenti che si prestavano a incontri clandestini, deriva dalla parola latina scortum con il significato di amorosa, baldracca.

Il bufalo di origine asiatica introdotto in Italia nel medio evo dai Longobardi, non è il Bubalus dei romani, che invece corrisponde all’uro della zoologia moderna, ma sembrò il nome più adatto da assegnare ad un bue selvaggio in tempi di bassa latinità. L’animale, poi, fu destinato principalmente al trasporto e al tiro delle navi contro corrente sulle rive del Tevere.

I bufali, di cui un allevamento dette il nome alla tenuta della Bufalotta e a Campo Bufalaro sulla Laurentina, animarono la zona paludosa intorno a Maccarese dove erano usati per spurgare i canali infestati dalle erbacce che rischiavano di occluderli completamente a causa della loro poca pendenza; infatti, avanzando con il loro moto alterno delle zampe, questi animali riuscivano ad estirpare la dannosa vegetazione e a bonificare la zona.  

  

 

Stradario Romano, Benedetto Blasi, Edizioni del Pasquino, Roma, 1933 – www.romasegreta.it 

 

articolo_9

biblio

fb_logo

adottaunaparola
ARCHIVISTICA
benevolo1
biblioteconomia
tampinare

mostri copia

 

emergency


Progetto "Aiutiamo l'Africa"

amici1


Roma da Spasso! La guida al divertimento a Roma

 

Home
Chi siamo
Area RIservata
Galleria Fotografica
Convenzioni per i Soci
Contattaci

N e w s l e t t e r

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter, riceverai così gli inviti alle nostre iniziative.
Grazie per esserti iscritto!

prenotazioni

eventipassati

 

STRADA

N e w s l e t t e r

Questo modulo richiede il componente Communicator

Contatore Visite

0136105
OggiOggi15
IeriIeri42
Questa SettimanaQuesta Settimana235
Questo MeseQuesto Mese1154
US

Area Riservata



AUTOPRODUZIONI IN DVD

COPERTINA_ppp
Leggi l'abstract

Moro_doc
Leggi l'abstract

 

datat2007

 

LOGO SU NERO

 

Free template 'Colorfall' by [ Anch ] Gorsk.net Studio. Please, don't remove this hidden copyleft!