Via Marmorata PDF Stampa

da Piazza dell’Emporio a Piazza di Porta S.Paolo - R.XII, Ripa; R.XX, Testaccio; R.XXI S.Saba

 

Nei tempi di mezzo la Via prese il nome di Via del Gobbo secondo alcuni da un’insegna di una farmaci, per altri dal soprannome attribuito a G.B. Sangallo, che coadiuvò il più noto fratello Antonio nella costruzione del bastione detto La Colonnella
La Colonnella (molto più pittoresca prima che i Benedettini di S.Anselmo ne facessero interrare le casematte) domina via Marmorata dall’Aventino ed è parte della cinta continua di mura che Paolo III (1534-1549) commissionò ad Antonio da Sangallo a difesa della città, sull'una e l'altra sponda del Tevere. La cintura, che prevedeva due cittadelle una al mausoleo di Adriano e l'altra al Laterano, con diciotto baluardi intermedi, fu iniziata dal Sangallo sino alla sua morte, occorsa il 30 settembre 1546, ma solo una parte ebbe esecuzione sotto Paolo III: il baluardo di Santa Sabina, detto appunto della Colonnella (1534-41), quello dell' Antoniana, alla porta Ardeatina (1539-41), quelli del monte di Santo Spirito: di S. Spirito e degli Incoronati (1543-45), che si dissero del Fiume, quello di Belvedere agli Spinelli (1547-49) e quelli dei giardini Vaticani (1548). Del baluardo di S. Saba, invece, furono gettate soltanto le fondamenta.
Molte le scoperte di antichità nel corso dei lavori delle quali sono arrivate poche o sospette notizie.
Del Bastione della Colonnella all'Aventino, in un registro intitolato Constructio Baluardi Magni, si legge: « il tempio della Fortuna dubia era al di la di Sant Alexio picciolo et rotondo, dell'ordine corintio ornato di cose di mare il suo freggio, come sono delphini, stelle marine, conghigli, et gubernacoli di nane, le colonne sue erano del marmo mischio lunense grosse tre palmi alte uentisette, fu tutto quel poco che ui rimanea abbattuto benché era sotto terra nel tagliare i fundamenti della fortificatione cominciata da papa Paulo terzo de Farnese».
Un pezzo di questo fregio curvilineo ornato di cose di mare scoperto nel giugno 1880 non lontano dal bastione, conferma la veracità del racconto, come nella stessa area va anche ricordato il ritrovamento di monete d'oro di Lucio Vero, avvenuta il 21 marzo 1893, nel corso dello scavo per le fondamenta del nuovo Istituto di S. Anselmo.
Il tesoro giaceva nel terreno, a m. 2,60 di altezza sul piano antico, ed era composto di pezzi coniati nell'anno 164, nuovi di zecca di altissimo rilievo.
Dopo Via del Gobbo il toponimo passò prima a Via dei Sette Vespilloni, probabilmente per alcune vespe raffigurate nell’area, e poi all’attuale Via Marmorata per il deposito di marmi che, via fiume, giungevano al vicino Emporio (Lungotevere Testaccio) e che sembra sia stato in uso fino ai tempi dell’Imperatore Adriano (117-138). Dell’edificio sono stati rinvenuti considerevoli resti nel 1867. Sembra, però, che questa attività non sia appartenuta soltanto alla Roma antica, ma che, data l’importanza commerciale mantenuta dal Tevere, ne siano state ritrovate tracce risalenti anche alla prima metà del Seicento.
Fra i marmi rinvenuti nella zona la colonna che fu eretta per il Concilio Ecumenico nel cortile del Belvedere e i marmi che ornano la cattedrale di Aquisgrana. Tanto fu il numero dei marmi recuperati, che la zona fu considerata una vera cava dandole appunto il nome di Marmorata.
Sulla strada, che ricalca il tracciato dell’antica Via Ostiensis, si ergono i resti dell’Arco di S.Lazzaro, detto anche di Orazio Coclite a memoria dell’eroica difesa di Ponte Sublicio.
Anticamente, prima dei lavori di allargamento, l'arco attraversava la strada e costituiva l'accesso all'Emporo poi, nel 1400, divenne il principale passaggio per il pellegrini che si recavano alla tomba di S.Paolo mentre nel Rinascimento acquistò un nome il cui toponimo non è chiaro: "arco delle sette Vespe" e/o "arco dei Vespilloni", secondo alcuni dalle decorazioni poste sull'arco stesso, come già accennato, secondo altri dal nome di un'osteria posta a ridosso dell'arco stesso. Oggi, l’illustre resto, fa triste mostra di sé davanti ad un noto ristorante
La denominazione S.Lazzaro è dovuta alla vicinanza dell’omonima chiesa dedicata al Santo, protettore dei lebbrosi, per un lazzaretto esistente nel sovrastante colle Aventino.
Spesso l’arco di S. Lazzaro veniva confuso con la porta Trigemina a doppio arco (gemina) probabilmente con il prefisso Tri presumibilmente perché fu la terza porta a doppio arco costruita in ordine cronologico. La porta, ai piedi dell’Aventino, era l’accesso della Via Ostiensis al Tevere; fungendo da vero e proprio collegamento tra la valle Murcia (tra l’Aventino e il Palatino) e il Tevere, rappresentava la via di comunicazione tra Roma e Ostia per il commercio marittimo.
In quest’area si sarebbero svolte le scene che Virgilio racconta nel libro VIII dell’Eneide, tra cui lo sbarco di Enea e l’incontro con Evandro.
L’edificio all'angolo con via Caio Cestio, antico deposito delle polveri della Compagnia dei Bombardieri di Castel S.Angelo che avevano il loro poligono sul Monte Testaccio, sembra essere uno dei pochi modelli architettonici di una Roma preunitaria ancora rimasti in piedi.
Nella Via ebbe la prima sede il Museo dei Gessi (poi Museo dell’Arte Classica, trasferito in seguito al S.Michele ed infine nella Città Universitaria), fondato nel 1892 da Emanuel Löwy, docente universitario a Roma della prima cattedra di Archeologia e storia dell’arte istituita in Italia, che lì raccolse i calchi di sculture greche (originali e copie romane).

 

____________________________________________________________________

Stradario Romano, Benedetto Blasi, Edizioni del Pasquino, Roma, 1933 / Storia Degli Scavi Di Roma E Notizie Intorno Le Collezioni Romane Di Antichità Volume Secondo Gli Ultimi Anni Di Clemente VII e Il Pontificato Di Paolo III (a. 1531-1549), Rodolfo Lanciani, Roma Ermanno Loescher & C.O (Bretschneider e Regenberg) Librai-Editori di S. M. La Regina D'Italia 1903, Roma Tipografia della R. Accademia dei Lincei, 1903 (www.archive.org) / www.romasegreta / polo museale sapienza / Delle Porte del Monte Aventino e delle altre Occidentali di Roma, Stefano Piale, Vol. II, Roma, 1834

 

articolo_9

biblio

fb_logo

adottaunaparola
ARCHIVISTICA
benevolo1
biblioteconomia
tampinare

mostri copia

 

emergency


Progetto "Aiutiamo l'Africa"

amici1


Roma da Spasso! La guida al divertimento a Roma

 

Home
Chi siamo
Area RIservata
Galleria Fotografica
Convenzioni per i Soci
Contattaci

N e w s l e t t e r

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter, riceverai così gli inviti alle nostre iniziative.
Grazie per esserti iscritto!

prenotazioni

eventipassati

 

STRADA

N e w s l e t t e r

Questo modulo richiede il componente Communicator

Contatore Visite

0136105
OggiOggi15
IeriIeri42
Questa SettimanaQuesta Settimana235
Questo MeseQuesto Mese1154
US

Area Riservata



AUTOPRODUZIONI IN DVD

COPERTINA_ppp
Leggi l'abstract

Moro_doc
Leggi l'abstract

 

datat2007

 

LOGO SU NERO

 

Free template 'Colorfall' by [ Anch ] Gorsk.net Studio. Please, don't remove this hidden copyleft!